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34. PERCHÉ ALLENARE NEL RUGBY PROFESSIONISTICO SIGNIFICA VEDERE ALTRI SPORT?

34. PERCHÉ ALLENARE NEL RUGBY PROFESSIONISTICO SIGNIFICA VEDERE ALTRI SPORT?

In questa professione di ALLENATORE, la curiosità e l’apertura sono il collante per poter scoprire e apprezzare appieno altri sport.

Questo concetto è fondamentale per ARRICCHIMENTO PERSONALE e la SCOPERTA di nuovi approcci.

Quali approcci avere?

Nel mondo professionistico dello sport di squadra ci alleniamo tutti più o meno allo stesso modo.

La COMPETIZIONE è un elemento chiave nella vita quotidiana di un TEAM PROFESSIONISTICO.

Il tempo stringe, è sempre poco con mille cose da fare, ti devi quindi indirizzare verso lo sport che vuoi scoprire in quel momento e lavorare a monte per avere un’idea chiara di quello che fuori scoprire di questo sport.

In relazione a ciò creiamo un DIARIO DI APPUNTI:

• Scriviamo le nostre sensazioni sullo sport in questione, le sue specificità, strategia, vincoli, campionato.

• Quando entriamo in contatto con l’allenatore interessato, discutiamo dei diversi approcci ed esperienze e scopriamo anche il funzionamento della struttura, cerchiamo il denominatore comune anche extra sportivo che possa migliorare o ottimizzare le prestazioni del mio club.

Un esempio concreto?

• Ho avuto l’opportunità di partecipare pochi giorni fa e discutere un progetto con i dirigenti e allenatori di un’accademia di calcio che mira a dare “una seconda possibilità” a giocatori adolescenti molto bravi che aspirano a diventare calciatori professionisti.

Sono stato portato dall’agente FIFA Michela Macalli per farmi spiegare tutto il processo e il percorso da seguire per questi ragazzi, per realizzare i sogni degli atleti.

Dietro lo sport praticato che vedo ogni giorno anche grazie a queste esperienze, vedo quante REGOLAMENTAZIONI per il mercato degli scambi, quante regole burocratiche, quanti numerosi contatti occorrono per creare un proprio portafoglio di giocatori, nonché l’attenzione alla trattazione secondo le regole dei ragazzi minori.

Michela Macalli da mesi cerca di istruirmi per un possibile mio percorso come futuro, tra qualche anno, da MANAGER in un team, DIRETTORE.

L’Approccio ?

All’inizio ero incuriosito da questo concetto di “seconda possibilità, seconde chance“.

Nello sport come nella vita, è difficile poter avere 2 opportunità per soddisfare la tua passione.

È una forma di fiducia !

CREDERE IN TE STESSO E AVERE UNA STRUTTURA PER POTER MIGLIORARE.

È bello in questo mondo elitario che ognuno di noi abbia in mano il proprio progetto per esprimere il proprio potenziale al meglio.

La constatazione ?

Supponendo che tu stia dando una seconda possibilità, il fallimento o la delusione fa parte della vita di un club, sia per gli allenatori che per i giocatori.

Reagire e riprendersi sono le parole chiave!

Mi è piaciuto il concetto di dare a questi giovani giocatori le basi della preparazione mentale su semplici principi:

– Fiducia in se stessi.

– Determina i tuoi obiettivi.

– Gestisci lo stress della partita di selezione in cui i reclutatori dei principali club vengono a supervisionare i futuri talenti.

– L’ambiente che ruota attorno al calciatore.

CONCLUDO DICENDO:

Il mondo dello sport è in continua evoluzione, anticipare e vedere con i propri occhi è la parola chiave per restare e durare nello sport.

Guardare altri SPORTS PROFESSIONISTICI significa imparare altra organizzazione ed avere input professionali da integrare nella tua squadra, ma anche in una tua AZIENDA.

ENJOY RUGBY AND SHARE WITH ME YOUR OPINION!

Buona lettura,

Philippe Doussy

Michela Macalli, Ph. Education and Sports’ Marketing degree.

33. INTERVISTA CON ALEXANDRE RUIZ

33. INTERVISTA CON ALEXANDRE RUIZ

CHAMPIONS LEAGUE e CHAMPIONS CUP con Alexandre Ruiz.
Diamo un’opinione a riguardo della psicologia della gestione del gruppo e dello spogliatoio post COVID19.
Una interessante condivisione tra calcio e rugby nelle Finali Europee.
Punti di vista condivisi con il giornalista di calcio internazionale Alexandre Ruiz.
SECONDO VOI CHI SARANNO I VINCITORI DEI 2 TORNEI EUROPEI?
Grazie a:
* Alexandre Ruiz, giornalista, commentatore sportivo, conduttore radiofonico e televisivo franco-spagnolo, lavora per beIN Sport nel calcio professionistico.
* Michela Macalli, dottoressa in Scienze Motorie e Manager sportiva.
32. PARTITE AMICHEVOLI: STRATEGIA PRE-STAGIONE

32. PARTITE AMICHEVOLI: STRATEGIA PRE-STAGIONE

Nel programma per la prossima stagione sportiva le partite amichevoli fanno parte della costruzione di una STRATEGIA, prima di partecipare alle varie competizioni.

 

CHE TIPO DI PARTITE AMICHEVOLI FARE?

Nel mondo professionistico esistono varie strategie, i “match amichevoli” possono essere interpretati in diversi modi.

In generale, la prima partita amichevole convalida il primo vero test per la squadra alla conclusione del primo blocco di preparazione pre-campionato.

  • Una partita amichevole puoi dividere questa opposizione/rosa della squadra in 3 o 4 parti, usate ogni 20 minuti, per dare a tutto il GRUPPO+STAFF il tempo di gioco e usare questa partita come primo passo della stagione per il concetto di gruppo (tutti giocatori interessati, barometro e livello dei giocatori).

Prendi anche in considerazione di affrontare una squadra dello stesso livello o inferiore?

Tutto ciò rientra nella strategia emessa dal capo allenatore.

  • Una partita amichevole con una vera opposizione/formazione/rosa contro una squadra dello STESSO LIVELLO, viene svolta per misurarsi a vicenda e arrivare al nocciolo della questione. (Selezione di giocatori con un piccolo gruppo, élite, competizione, nozione di risultato).
  • Una formazione diretta contro un’opposizione più debole con diversi temi affrontati per convalidare il lavoro svolto a monte della preseason. Si pongono OBIETTIVI relativi al lavoro di crescita svolto dal ritiro,

riguadagna i sentimenti, riguadagna la fiducia, secondo me questa è la soluzione migliore in primo momento tenendo conto del periodo di stop causa COVID19, passo dopo passo.

 

QUANTE PARTITE AMICHEVOLI FARE?

Ciò rappresenta la scelta del capo allenatore e deve tenere conto di questi diversi parametri:

  • Revisione della stagione precedente in termini di obiettivo raggiunto. (Gruppo dinamico)
  • Forza lavoro rinnovata, molte reclute. (Costruzione come squadra, sistema di automazione e gioco, spirito di squadra).
  • Forza lavoro stabile. (Consolidare i fondamenti in termini di squadra e valori).

Tutto questo in relazione al calendario ufficiale imminente.

A mio avviso devo dividere la stagione per blocchi e vedi quante partite la squadra deve giocare e il primo taglio tenendo conto anche delle partite in casa e fuori casa.

 

LE PARTITE AMICHEVOLI SONO UN BAROMETRO?

Presumo che dobbiamo distinguere le 2 categorie:

  1. Partite AMICHEVOLI 
  2. Partite UFFICIALI

Le partite amichevoli servono da preparazione per la competizione e dovresti concentrarti sugli obiettivi di prestazione della tua squadra.

In questo tipo di gioco, non puoi controllare che la tua squadra non conosca in questo momento della stagione il vero livello della squadra avversaria.

Nell’ultima partita amichevole prima dell’inizio della competizione ufficiale è la più difficile da gestire perché sei preso tra 2 sentimenti:

l’ADRENALINA e la MOTIVAZIONE che hanno alzato il livello di gioco ma anche la paura di ferirsi può entrare in gioco.

Nulla sostituisce la competizione ufficiale, siamo giudicati in base ai risultati.

CONCLUDO DICENDO: le partite amichevoli sono una preparazione per la competizione.

La competizione porta a una diversa opposizione ogni fine settimana.

Il nostro focus è sulla concorrenza.

GODITI IL RUGBY E CONDIVIDI CON ME LA TUA OPINIONE!

Buona lettura,

Philippe Doussy

Testi con la collaborazione di Michela Macalli, Sports’ Manager, Women Soccer Manager. 

30. RUGBY e VOLO, LA SCELTA GIUSTA E DECISIVA IN UN MOMENTO CRUCIALE: PARTITA ED EMERGENZA

30. RUGBY e VOLO, LA SCELTA GIUSTA E DECISIVA IN UN MOMENTO CRUCIALE: PARTITA ED EMERGENZA

 

COSA HANNO IN COMUNE IL RUGBY PROFESSIONISTICO ED IL VOLO DA SOLISTA IN AEREO?
Che punti in comune ci sono tra un allenatore di rugby e un istruttore di volo?
Passione, velocità mentale, rigore, e poi?
Ascoltate l’intervista e lasciateci la Vostra opinione.
Interview with:
Guido Guidi, President of Aero Club G.Taramelli Bergamo,
Cpt. Piero Scurii, Head of Traninings of Aero Club G. Taramelli Bergamo,
Michela Macalli, Mediator, Rappresentative of CONI (Comitato Olimpico Nazionale Italiano) Bergamo.
Philippe Doussy,
Michela Macalli,
AERO CLUB G.TARAMELLI BERGAMO
29. IL RITIRO DI PRE-STAGIONE È FONDAMENTALE O NO?

29. IL RITIRO DI PRE-STAGIONE È FONDAMENTALE O NO?

La stagione sportiva è fatta di colpi di scena imprevedibili, ma prevedere un ritiro estivo precampionato sembra una tappa importante per la costruzione di una squadra. 

COVID19 passa anche per questa attività, è necessario quindi adattare le regole e le barriere tenendo presente i principi e la qualità di uno stage.

A seconda del COVID19 e degli stage programmati annullati, si possono mantenere i concetti di uno stage presso la normale sede di formazione.

 

A COSA SERVE UN RITIRO/STAGE PRECAMPIONATO?

Nel MONDO PROFESSIONALE, lo sport che pratichi è l’attività principale, UN LAVORO. Nel nostro caso il rugby rimane il nucleo centrale del tema, siamo giudicati in base ai risultati.

Nel MONDO AMATORIALE, la nozione di coesione/CONDIVISIONE è essenziale per mantenere la sensazione di piacere nello stare insieme.

Un RITIRO è il luogo ideale per definire gli obiettivi della prossima stagione, rafforzare la coesione tra i giocatori e tra giocatori e staff per stabilire le regole della vita della squadra.

È un momento della stagione in cui viviamo insieme 24 ore al giorno, o spesso il luogo viene rivelato senza il contenuto del soggiorno, il che genera dubbi e stress in alcuni e altri nell’eccitazione. 

Può essere come tornare a scuola.

Ciò consente ai giocatori di uscire dalle proprie routine e di scappare mentalmente dal quotidiano. Per noi allenatori è fantastico per ottimizzare il lavoro avendo i giocatori a portata di mano.

 

CHE TIPO DI COESIONE?

Ci sono diverse OPZIONI :

  • RITIRO di commando con spirito militare, superando i propri limiti, “soffrendo insieme”.
  • RITIRO con intorno creatività e arte (teatro, karaoke, sketch, umorismo), “convivialità e sfida”.
  • RITIRO con Sport e attività divertenti in natura al di fuori dello sport in questione (relazione con acqua, montagne, foreste), aiuto reciproco, scoperta, stile di sfida “Olimpiade”.

 

IL LUOGO

  • Per i professionisti significa trovare l’infrastruttura che corrisponde in termini assoluti di necessità di alto livello, alle specifiche stabilite dal club, in termini di palestra, campo di allenamento, materiali tecnici, alimentazione ed alloggio.

Tutto ciò è FONDAMENTALE per ottimizzare la base del RITIRO per perfezionare il progetto di gioco.

  • Per i dilettanti può essere un luogo insolito ad esempio immerso nella natura per mantenere e / o sviluppare lo spirito di squadra che sarà la colla della prossima stagione mentre si programmano finestre di allenamento per lo sport in questione.

 

LA CHIUSURA DEL CORSO

È come un film, c’è un inizio e una fine.

L’inizio è stato sviluppato in precedenza, quindi è importante chiuderlo attraverso le tue convinzioni e la logica del tirocinio: attraverso una PARTITA (ANCHE MATCH AMICHEVOLE) per convalidare il lavoro svolto durante lo stage in termini di contenuto e coesione del team.

Un altro approccio a cui do molta importanza per lo spirito di squadra, è creare un momento conviviale durante i pasti, barbecue per sigillare i legami intrecciati tra tutti i componenti del GRUPPO SQUADRA.

CONCLUDO DICENDO : Un RITIRO è un passo importante nella costruzione di una stagione sportiva.

Deve combinare momenti di rilassamento e momenti di aggregazione per lo sportivo, oltre che performanti con dei test di valutazione fisica. (TEST PERIODICI DAL RITIRO, AL DURANTE, AL FINE STAGIONE PER MONITORARE LA CRESCITA DI CIASCUN ATLETA).

Dobbiamo acquisire una fiducia capitale in squadra, tutto ciò dopo aver preso il tempo di conoscere da un’altra prospettiva i propri compagni di squadra.

Ogni ritiro ha la sua storia e deve essere un ricordo unico di cui in futuro ricorderemo e scambieremo aneddoti !

ENJOY RUGBY, AND SHARE WITH ME YOUR OPINION !

Buona lettura,

Philippe Doussy 

Contenuti in collaborazione della Dottoressa in Scienze Motorie, Michela Macalli. 

27. COME GESTIRE LO SPOGLIATOIO DURANTE L’INTERVALLO

27. COME GESTIRE LO SPOGLIATOIO DURANTE L’INTERVALLO

Photo: During 6 Nations Tournament with Équipe de France XV, 2019.

Come risultato delle mie varie avventure, ho potuto notare che l’intervallo è diventato sempre più importante addirittura nella possibilità di cambiare un risultato.

Ogni partita ha il suo scenario, 2 squadre contemporaneamente in spogliatoio a 10 metri di distanza, dove cercano di approfittare di questa pausa per spingere i loro atleti alla vittoria.

Abbiamo sentito molto dai giocatori che questo interludio ha galvanizzato la squadra o ha avuto un impatto negativo sulle prestazioni.

Da dove viene questa differenza?

Penso che l’atmosfera nello spogliatoio, quando i giocatori entrano in questo luogo privato, gioca in un modo o nell’altro.

1. Luogo negativo, che io definisco “parassita”

Uno spogliatoio in questo periodo può rapidamente trasformarsi in una fiera, nel caos. Sono 15 minuti in cui tutto è permesso!

Rumore, leader che possono interferire nella privacy degli spogliatoi, incessanti avanti e indietro, fisioterapisti, dottori e allenatori che parlano allo stesso tempo, i giocatori sono intrappolati in questo ambiente, quindi è difficile da trovare leve per essere efficaci.

Siamo molto numerosi, con personalità molto forti.

Cosa consiglio come allenatore?

2. Un “locker room” per definizione è un luogo intimo: UN POSTO DI RADUNO.

Devo avere la mia rappresentazione da ALLENATORE nel mio spogliatoio, i miei principi, chi può entrare, quale è il posto e il ruolo di ciascuno tra giocatori, capitano, tecnici, personale medico e il “mitico” magazziniere.

Tutto ciò dimostra la collaborazione di uno staff.

È inoltre necessario creare un protocollo di base.

I giocatori arrivano negli spogliatoi con varie emozioni (paura, gioia, rabbia, tristezza) a seconda del risultato, dell’andamento della partita e delle prestazioni individuali.

Ognuno individualmente ha i propri sentimenti dalla prima parte della partita.

A seconda di questi parametri, possiamo costruire questa strategia pianificata nei 15′ di INTERVALLO:

– Ritorno alla CALMA (circa di 3 minuti), usiamo il silenzio, abbassiamo così la tensione, i fisioterapisti e il medico hanno un ruolo chiave nella gestione delle piccole contusioni eventuali.

– MESSAGGIO di uno degli allenatori all’intero gruppo (attacco / difesa).

– Sintesi del CAPO ALLENATORE sulla strategia (piano d’azione per il secondo tempo), separando i primi ¾, dettagli di conquista, lancio del gioco ¾.

– ATTIVAZIONE (riavvia il motore) e la parola del CAPITANO.

Cosa può fare la differenza per migliorare un gruppo in pochi minuti?

Comunicazione verbale dell’allenatore (siate concisi, 2 parole chiave, significato delle parole).

Perché? Perché il pubblico, i vostri giocatori, mantiene solo il 7% di ciò che viene detto. Tutto ciò in armonia con il linguaggio del corpo nella comunicazione non verbale che è il 55% (respiro, posizione, gesto, micro gestualità) e il 38% di ritmo e timbro associati della voce, forza, velocità).

Associato a questo è da aggiungere varietà a seconda del contesto.

Ogni atleta ha il suo canale preferito per la registrazione delle informazioni:

UDITIVO (discorso, musica),

VISIVO (immagine, video)

e CINESTETICO (sensibile al movimento del corpo).

Vedi cosi che il cocktail può essere esplosivo!

CONCLUDO DICENDO : questo non garantisce sempre la vittoria, ma una scintilla per credere sempre nella propria squadra.

L’INTERVALLO È A TEMPO PIENO!

ENJOY RUGBY, AND SHARE WITH ME YOUR OPINION!

Buona lettura,

Doussy Philippe